Il Nematologo studia e si occupa in maniera scientifica e professionale dei nematodi, della loro relazione con gli altri organismi e con l’ambiente, o impiega questi animali come modelli sperimentali. Qui di seguito potrai trovare le interviste ad alcuni dei nostri soci che raccontano il loro percorso formativo, la loro carriera nell’ambito della nematologia ed alcuni divertenti aneddoti.
Per diventare nematologo è necessario intraprendere un percorso di studi universitario adeguato. Innanzitutto, si consiglia di acquisire una Laurea triennale in Scienze Agrarie, Scienze Biologiche, in Scienze Naturali o Scienze Ambientali e proseguire con un corso di Laurea Magistrale con un’offerta formativa incentrata sulle scienze animali, o scienze agrarie ed ambientali. E’ in ogni caso opportuno svolgere una tesi sperimentale nell’ambito degli insegnamenti che riguardano i vari aspetti della biologia dei nematodi, della loro interazione con le piante e con gli altri animali (ad esempio i settori scientifici disciplinari 07/AGRI-05A Entomologia generale ed applicata, 05/BIOS-03/A-Zoologia, 07/H3 –parassitologia e malattie parassitarie degli animali, 05/BIOS-05 Ecologia, come da declaratorie degli stessi settori scientifici disciplinari). È poi opportuno approfondire gli studi con un dottorato di ricerca in base all’ambito d’interesse desiderato.
Il mestiere del nematologo si declina oggi in una molteplicità di ambiti e finalità, prima fra tutte l’esplorazione della diversità delle specie esistenti sulla Terra e le loro interazioni. Il phylum Nematoda è tra i gruppi animali con la più alta biodiversità, ma si stima che si conoscano solo circa il 20% delle specie esistenti nei vari ambienti del pianeta. Questi ambienti spaziano dalle profondità oceaniche fino alle cime montuose, includendo anche ecosistemi ancora poco esplorati.
Per comprendere appieno la diversità dei Nematodi, è fondamentale ricorrere alla sistematica, la disciplina che si occupa della classificazione degli organismi. Essa si basa in larga parte sulla filogenesi, il cui obiettivo è ricostruire le relazioni evolutive tra le specie, ovvero “chi discende da chi”, attraverso l’identificazione delle linee genealogiche sviluppatesi nel corso dell’evoluzione.
Lo studio della sistematica e della biodiversità rappresenta solo due delle molteplici sfaccettature della Nematologia. Numerosi nematologi, infatti, si concentrano sugli aspetti più applicativi della disciplina, in particolare in ambito agrario, dove alcune specie di nematodi fitofagi possono essere altamente dannosi per numerose colture agrarie. Noti infatti sono i gravi danni ad esempio sul pomodoro, altre colture ortive, il riso, la vite solo per citarne alcune. Si stima che a livello mondiale i nematodi parassiti delle piante causiano perdite di oltre il 12% annuo pari a circa 157 miliardi di dollari.
Molti ricercatori studiano gli aspetti funzionali delle diverse specie di nematodi, cioè come vivono, si alimentano, si riproducono, si sviluppano, negli ambienti naturali ma anche come la loro fisiologia dei loro sistemi ed apparati varia in risposta alle perturbazioni ambientali.
I nematologi offrono un contributo determinante anche in tutte quelle strutture, come riserve faunistiche, bioparchi, acquari ecc., ove gli animali vengono allevati ai fini scientifico-educativi, o come modelli di ricerca e sviluppo.
È importante tener presente anche il ruolo fondamentale del nematologo come consulente di istituzioni pubbliche coinvolte nell’ambito delle legislazioni nazionali ed internazionali sulla protezione delle piante, sulla tutela della biodiversità, e sulla conservazione e protezione dell’ambiente. Inoltre, non va dimenticata l’importanza del nematologo riguardo l’attività di divulgazione scientifica, che sta assumendo sempre più una funzione rilevante sia come supporto alla didattica che per la sensibilizzazione dell’opinione pubblica sui problemi relativi all’agricoltura eco-sostenibile, alla salvaguardia della biodiversità, ed agli effetti dei cambiamenti climatici su diffusione, biologia ed ecologia delle specie.
I nematodi hanno da sempre rappresentato modelli preziosi in numerosi ambiti, come la genetica, la fisiologia e le biotecnologie, in particolare per la produzione di nuovi composti biochimici e farmacologici. Inoltre, con l’introduzione di normative sempre più rigorose per la protezione degli animali utilizzati a fini scientifici, l’identificazione di modelli animali emergenti tra le specie del phylum (come ad esempio Litoditis marina, Diplolaimella dievengatensis) potrebbe assumere un ruolo fondamentale nella biologia moderna. Per tale motivo diversi nematologi sono richiesti anche in ambiti veterinari, farmaceutici e medici.
La professione del nematologo si può pertanto declinare in diverse figure anche tra loro complementari, che spaziano dall’attività di ricerca condotta nel mondo accademico, negli Istituti e centri di ricerca (es. CNR, CREA, ISPRA), ad attività di diagnostica e controllo dei fitoparassiti presso gli osservatori fitosanitari, alla ricerca applicata realizzata presso centri di saggio, laboratori privati, aziende nazionali e multinazionali.